Elezioni in Siria vince Assad

 

Con la partecipazione di oltre 15 milioni di cittadini su 18 milioni  di aventi diritto al voto è stato rieletto Presidente della Siria Assad, con oltre 11 milioni di consensi. il Presidente Assad ha raccolto l'88,7% dei voti, contro il 4,3% del capitalista Nouri e il 3,2% del candidato del Partito Comunista di Siria, Hajjar. il popolo ha partecipato massicciamente alle elezioni e questo ha fatto sì che i seggi, che dovevano chiudersi alle ore 17,00, siano stati prolungati sino alle 22,00, per permettere alle lunghe file che si erano formate davanti ai seggi potessero essere smaltite e per permettere a tutti di votare. A parte alcune estese zone, poco popolate, aree spesso sede di giacimenti petroliferi o di gas, sotto il controllo militare delle forze straniere e secessioniste che hanno dato vita alla sanguinosa guerra interna, quasi tutto il paese ha votato. Le schede nulle o bianche sono quasi 4 milioni, ed esprimono certamente un malessere visibile nella società dopo due anni di furiosa guerra interna.  Ma il consenso attorno a Assad è forte ed è stato dimostrato non solo dalle elezioni, che hanno avuto il riconoscimento ufficiale di 30 paesi, alcuni presenti come osservatori internazionali al processo elettorale, ma dalle grandi folle che si sono radunate in varie città del paese a salutare la vittoria di Assad. Tutti questi festeggiamenti, il cui più notevole con quasi un milione di persone si è visto per le strade di Damasco, sono indicative del sostegno popolare che ancora gode il regime nonostante le gravi difficoltà economiche a cui è stata gettata la popolazione dalla guerra interna. Nonostante la Siria sia oggetto dell'attacco militare e mediatico sostenuto da 83 paesi del mondo, ha però avuto il riconoscimento della correttezza e della legittimità delle elezioni e quindi il riconoscimento di Assad quale suo Presidente legittimamente eletto da ben altri 30 paesi, tra cui Brasile, Venezuela, Ecuador, Sudafrica, Argentina, Iran, Cuba, Corea del Nord, Uruguay, Bolivia, Nicaragua, El Salvador, Repubblica Popolare di Cina, Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Grecia e altri. Le elezioni sono un importante testimonianza per dimostrare al mondo che nonostante l'embargo e la distruttiva guerra interna Assad e il suo regime gode di buona salute e con il sostegno militare dei russi può sperare di avere  la meglio sulle bande criminali che stanno devastando una parte del paese. Di parere opposto l'Unione Europea e gli Usa e alleati come Turchia, Giordania, Arabia Saudita e Emirati Arabi che hanno diffuso la notizia sui loro potenti media su presunte irregolarità delle elezioni e non ne hanno riconosciuto alcuna legittimità, mostrando come a seconda di chi vince a loro sono gradite o meno le elezioni. Così mentre il Premio per la Pace, il Presidente Obama, continua a fare discorsi da guerrafondaio minaccioso e promette basi e soldati alla Polonia in funzione anti Russia, dall'altra non riconosce il legittimo voto del popolo siriano e continua a fornire di dollari e armi frange islamiste criminali che spargono sangue tra i civili siriani con la scusa di voler fare la rivoluzione ad Assad, in realtà con l'intento di indebolirlo e sottrargli il controllo delle sue ricche materie prime con le quali aveva garantito sino a 2 anni fa al suo popolo livelli di vita secondo gli standard europei, con piena convivenza tra religioni diverse, oltre che sanità, scuole e trasporti gratuiti e denti salari e pensioni. In Siria si sta giocando una partita molto dura contro l'imperialismo, ma Assad vincendo queste lezioni combatte ora con un punto di forza maggiore e questo è quello che ha fatto più rabbia a Obama e alleati che sono subito corsi a proclamare non valide queste elezioni.

Circolo Culturale Proletario di Genova

 

6 Giugno 2014